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A cura di Giuseppe Giraldi

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LA CALABRIA HA BISOGNO DI SERIETÀ, BASTA CON LA POLITICA POLITICANTE

Posted On Domenica, 31 Gennaio 2021 19:36
Giuseppe Giraldi Giuseppe Giraldi

Sono partite le grandi manovre degli schieramenti politici calabresi per la definizione delle candidature a Presidente della regione Calabria.

Ho la convinzione che tutti dovrebbero avere più rispetto per i Calabresi, ai quali non si può continuare a propinare la solita minestra che ha per unico ingrediente la superficialità della trita e ritrita lotteria sui nomi dei candidati.

In questi tempi difficili dove la pandemia non è solo una minaccia per la vita di tante persone e per lo stile di vita di tutti noi, ma anche per il futuro delle generazioni a venire, i Cittadini hanno acquisito una grande sensibilità civica.

Ed è proprio questa a determinare un diffuso senso di sfiducia verso i riti della politica tradizionale. Di contro c’è la voglia di rivendicare con forza il proprio diritto ad avere la possibilità di valutare, in termini concreti, i contenuti politici delle proposte elettorali, soprattutto con riferimento a come affrontare le questioni più spinose e gli annosi problemi della Calabria a partire dalla SANITÀ.

Sono almeno 10 anni che quest’ultima in Calabria viene smembrata e depauperata, perché terreno di scontro a fini di rapina tra potentati politico-economici preoccupati solo delle proprie fortune.

Così la sanità è caduta sempre di più sulle spalle dei cittadini contribuenti con la scusa di contenere i costi a prescindere dalle conseguenze sulla salute delle persone. Di fatto spendiamo tantissimo per ticket sia su medicine che su prestazioni sanitarie.

La PANDEMIA ci ha fatto capire che se non si bada alla qualità dell’intervento sanitario, questo settore, nel quale spendiamo tante risorse, non avrà più caratteristiche degne di un popolo civile quale ci reputiamo e, proprio per questo, l’obiettivo deve essere quello di azzerare il ricorso a prestazioni sanitarie. Occorre dare ai cittadini un servizio adeguato ai loro bisogni.
A parte la sanità, vogliamo sentire le proposte dei candidati sui tanti altri problemi che ci sono. Proviamo a farci qualche domanda.

Trasporto pubblico: che servizio hanno i cittadini a fronte di tante risorse regionali trasferite ai privati?

Viabilità: il sistema viario, sia su gomma che su rotaia, è adeguato al terzo millennio? Per andare da Castrovillari a Reggio Calabria bastano tre ore? Ci va bene? In che condizioni sono i nostri porti e i nostri aeroporti?

Questioni rifiuti: la Calabria può permettersi di non avere una sua soluzione per lo smaltimento dei rifiuti differenziati e quindi ricorrere a soluzioni e/o a filiere esterne alla Regione? Ci possiamo permettere lo strapotere delle ecomafie?

In tutti i comuni della Calabria tutti i cittadini hanno l’acqua 24 ore al giorno?

E quanto la pagano?

I fondi europei sono utilizzati tutti e sono spesi al meglio? Perché non potenziare le produzioni più richieste dal mercato? Per esempio, visto che importiamo olio dall’estero, perché non potenziare il settore olivicolo?

Che fine ha fatto FINCALABRA? In che modo è stato supportato lo sviluppo economico della Calabria?

Come stiamo messi con la forestazione? Quanti sono i forestali in Calabria e come vengono impiegati?

E quanti sono gli enti strumentali della Regione?

Un fiume di soldi che vorremmo sapere come viene speso.

TURISMO: Le politiche regionali per attrarre i flussi turistici in Calabria cosa hanno prodotto?

E che dire dell’ultimo video promozionale della Calabria? Sembra la Sicilia di Michael Corleone!

Non siamo più a quel livello, anche se è comprensibile qualche nostalgia per tempi andati in cui la parsimonia era il pregio di un popolo che non ha mai conosciuto l’abbondanza.

Però è vero, purtroppo, che siamo ancora il fanalino di coda delle regioni italiane per reddito pro capite; siamo poveri e questa povertà si riflette nella scarsità di iniziativa economica, di imprenditorialità, di innovazione.

Una conseguenza immediata di tutto questo è che, a differenza del passato, oggi vanno via dalla Calabria i giovani più acculturati, quelli che non riescono a utilizzare, qui in Calabria, le loro professionalità e perciò cercano e trovano altrove la possibilità di farsi valere, di costruire un futuro. Tutto ciò, soprattutto questa emigrazione intellettuale, produce un ulteriore incremento del divario tra Nord e Sud Italia, ma soprattutto tra la Calabria e il resto del Paese.

E che dire della questione criminalità organizzata in Calabria? Alligna laddove lo Stato non riesce a far sentire la propria capacità di controllo sul territorio, dove non riesce a garantire il rispetto della legalità. È una cartina di tornasole per la coscienza degli amministratori.

Mi fermo qui, ma faccio solo un’altra domanda: QUALI SONO LE PERSONE CHE MAGGIORMENTE CONOSCONO LA CALABRIA E I BISOGNI DEI CALABRESI E CHE PERCIÒ DOVREBBERO CANDIDARSI ALLA GUIDA DELLA REGIONE CALABRIA?

Non sono i politici nostrani che da sempre promettono e poi si adeguano ai diktat della burocrazia regionale; non sono gli improvvisati avventurieri della politica; non sono i politici d’importazione che della Calabria non sanno nulla.

Abbiamo bisogno di amministratori seri e capaci da cercare tra coloro che sono più vicini ai temi cari ai cittadini e che quotidianamente si confrontano con i problemi dei Calabresi più bisognosi.

Il mio è un appello a tutte le persone capaci e competenti, che abbiano già dato prova del loro valore. A partire dai Sindaci dei comuni della Calabria, mi rivolgo a tutti coloro che hanno voglia di spendersi per il bene della nostra Regione, perché si facciano avanti e ci mettano la faccia, perché si preparino a battersi per la difesa dei territori, del lavoro, dei bisogni veri dei Calabresi.

Non si può restare a guardare mentre continua la riproposizione di vecchi arnesi politici e di metodi di selezione delle candidature che sono inammissibili, antidemocratici e ormai anche antistorici.

I Calabresi devono poter scegliere tra chi vuol dare seriamente il proprio contributo per la riscossa della Calabria.

Questa è l’ultima opportunità, l’ultima occasione, per realizzare un progetto politico idoneo a trasformare la Calabria in una regione d’Europa portabandiera del Mediterraneo.

CANDIDIAMO LA CALABRIA A QUESTO RUOLO.

Giuseppe Giraldi

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