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A cura di Giuseppe Giraldi

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COMBATTERE IL FEMMINICIDIO: LEZIONI DI AUTODIFESA AL PARCO ACQUATICO SANTA CHIARA

Posted On Mercoledì, 27 Novembre 2019 08:49

di Giuseppe Giraldi

Tra le manifestazioni previste dal Comune di Rende nell’ambito della settimana contro la violenza sulle donne, prende il via il corso di autodifesa presso il PARCO ACQUATICO SANTA CHIARA.

La struttura dove si tiene la presentazione del Corso ospiterà e sosterrà le successive sedute di addestramento delle donne che decideranno di seguire le lezioni. 

Queste iniziative sono necessarie perché ancora oggi la violenza contro le donne continua ad essere una costante nei rapporti sociali tra uomo e donna. Ovviamente mi riferisco ai rapporti malati, ai rapporti innaturali, dove la violenza prende il posto dell’amore, della comprensione, dell’affetto, della solidarietà tra uomo e donna. Questa settimana è la settimana internazionale contro la violenza alle donne e sono fiero che il Comune di Rende vi abbia aderito senza tentennamenti, avviando numerose manifestazioni, nelle quali si vuole portare un contributo di sensibilizzazione ad un tema che seppure presente da sempre nella collettività umana, oggi è più visibile, oggi offende ancor più la donna perché la donna ha acquisito maggiore consapevolezza del suo valore.

Le donne hanno fatto grandi passi avanti nel cammino da una condizione di inferiorità alla quale erano relegate dalla violenza di condizioni di vita al limite della sopravvivenza.

Le donne erano obbligate a una condizione di sudditanza e di inferiorità coatta, all’interno dei nuclei familiari dove il valore della loro vita era inferiore a quello di un animale da lavoro e purtroppo è ancora così, in tante zone della Calabria dove la sottocultura mafiosa delle ‘ndrine impone e conserva regole per le quali la donna non può nemmeno essere dotata di volontà propria. In questi ambienti il valore della vita di una donna è prossimo allo zero, sempre sottoposta a ruoli marginali e comunque sempre all’interno di mansioni domestiche.  Per fortuna, anche in Calabria, molte cose stanno cambiando e questo stereotipo è sempre più minoritario.

In considerazione di ciò, è inevitabile una riflessione a proposito della presenza delle donne in politica e nelle istituzioni. Soltanto dopo la seconda guerra mondiale alle donne italiane è stata riconosciuta la facoltà di esprimersi politicamente con il voto, ma, nonostante siano ormai passati tati anni, quelle che si occupano di politica sono sempre una esigua minoranza. Ancora oggi la parità di genere è un obiettivo da raggiungere e da conquistare.

Tornando al tema dell’iniziativa relativa al Corso di AUTODIFESA, le donne credo sappiano bene quanto sia importante contrastare sia la forza della violenza che la violenza della forza. Per questo motivo dovranno imparare a difendersi usando tecniche di difesa personale che facciano leva non solo sulla forza ma soprattutto sull’intelligenza. Oltre a queste tecniche di difesa personale dovranno anche imparare ad usare gli strumenti che la moderna tecnologia può mettere a loro disposizione per difendersi dalle aggressioni, soprattutto gli spray urticanti e gli allarmi da borsetta. 

Le donne sono state considerate come angeli del focolare e credo che vogliano continuare ad esserlo, ma senza rischiare di essere massacrate a piacimento da chi non le rispetta nella loro specificità di esseri dotati di grazia, gentilezza e delicatezza. Fa piacere che le donne vogliano essere capaci di difendersi. Per questo motivo è encomiabile il lavoro del Maestro Raffaele Napoli che dà loro l’opportunità di imparare a farlo nel modo migliore possibile.

Discorso a parte merita la riflessione sul fatto che ancora è prevalente un modello educativo che evidentemente va migliorato sotto il profilo dell’adeguamento dei programmi scolastici all’esigenza di affermare nella società moderna una cultura di genere che si fondi sul rispetto e sulla tutela dei più deboli. Ci vorrà tempo, soprattutto nel meridione, dove purtroppo in determinati ambienti, sia familiari che sociali, la prevaricazione violenta prevale sulla cultura del rispetto.

Alla riunione che si è tenuta nel salone del PARCO ACQUATICO, la moderatrice, la brava Simona De Maria, chiama sul palco i Relatori: la Consigliera Comunale Concetta Brogno, gli assessori Mario Rausa e Marinella Castiglione, il Maestro Raffaele Napoli. In platea, ovviamente, molte più donne che uomini, perché il tema è di quelli che stimolano un grande interesse nel cosiddetto, impropriamente, “sesso debole”.

Simona De Maria introduce i lavori e dà la parola all’assessore allo sport Mario Rausa, che porta i saluti del Sindaco impegnato in una riunione del SASUS e ringrazia la consigliera Brogno per questa iniziativa del corso di autodifesa delle donne, sia nelle scuole che coinvolgendo la società rendese tutta. Ricorda che questo giorno di lotta contro la violenza sulle donne è stato istituito dal 1999 e che i rischi di femminicidio sono prevalentemente presenti tra le mura domestiche. I femminicidi nel 2018 sono stati 142, circa 3 a settimana e questo è un dato veramente allarmante. Concludendo, l’assessore Rausa esorta le donne a diventare consapevoli del loro valore sociale e a denunciare le violenze che subiscono, altrimenti si va incontro ad un peggioramento della situazione già grave. Amore vuol dire donare e non togliere la vita.

La moderatrice dà poi la parola all’assessora Marinella Castiglione che parla del coinvolgimento delle scuole in questo stesso progetto di autodifesa. Sostiene che bisogna partire dai ragazzini per far capire il rispetto e la parità di genere. Purtroppo i drammi accadono e le donne possono trovarsi in situazioni di pericolo proprio per l’inciviltà delle persone non educate al rispetto della vita. Annuncia che parteciperà ai corsi attivamente perché ne vede l’utilità e ringrazia il maestro Napoli per aver avviato questa sua “mission”.

Prende la parola la rappresentante del CONI che elogia il comune di Rende per questa iniziativa. Rimarca l’importanza di prevenire l’insorgenza di violenze distruttive sia fisiche che psicologiche. Lo sport dà la possibilità di parlare e di fortificarsi, guardandosi intorno con un atteggiamento consapevole. A volte bisogna trovare il modo di parlare delle criticità prima che si affermi la violenza anche tra le mura domestiche. In conclusione del suo intervento, denuncia la discriminazione delle donne nello sport.

La parola poi al Maestro Raffaele Napoli che, da esperto in autodifesa sia civile che militare, ha fatto sua la missione di combattere la violenza. Auspica che ci siano anche ragazzi perché le donne devono confrontarsi con gli uomini. Viene fatto vedere un dvd che simula alcune modalità di aggressione e sottolinea che se le vittime di violenza avessero conosciuto qualche tecnica di autodifesa, si sarebbero salvate. Occorrono poche tecniche e molta prevenzione in tutti i luoghi che si frequentano.

La moderatrice dà poi la parola alla Consigliera Concetta Brogno che richiama l’utilità di queste tecniche di difesa, utili anche nella vita per contrastare la paura. Ringrazia il Maestro Napoli e invita le donne presenti a prendere parte alle lezioni.

La serata si chiude con una dimostrazione dal vivo di come applicare le tecniche di autodifesa.

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