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A cura di Giuseppe Giraldi

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UN ESEMPIO DI BUONA SANITÀ

Posted On Martedì, 12 Novembre 2019 16:26

di Giuseppe Giraldi

Si leggono sempre episodi di mala sanità ed è giusto essere severi in questi casi. Però, quando ci capita di incontrare dei professionisti seri, affidabili e capaci diamo la cosa per scontata.

E forse è giusto anche questo. Però, penso sia giusto anche segnalare le situazioni positive e le prestazioni eccellenti che in molti casi vengono erogate in campo sanitario. Proprio stamattina dovevo recarmi al poliambulatorio di Quattromiglia per una gastroscopia ed inevitabilmente ero preoccupato perché in due precedenti occasioni questa indagine all’interno dello stomaco, eseguita con una sonda, mi aveva talmente fatto soffrire ed irritato al punto da farmi strabuzzare gli occhi che mi restarono venati di sangue per tutta la settimana a seguire.

Stamane invece, nulla di quel che temevo. Mancavo da più di dieci anni dal poliambulatorio e arrivandoci ho trovato una organizzazione del lavoro ordinata ed efficiente, con le file agli sportelli che scorrevano senza problemi. Tutto questo in passato non esisteva, era un sogno. Sono stati fatti progressi ed è giusto tributare il dovuto merito a tutto il personale di direzione della struttura, in primis al Direttore, Dott. Eugenio Mirabelli. Ma torniamo al mio timore, che non posso nascondere proprio per le vissute precedenti negative esperienze risalenti a vent’anni fa.

Ebbene, sono stato accolto da uno staff di tre professionisti che mi hanno messo a mio agio ed hanno eseguito la gastroscopia senza alcuna conseguenza spiacevole per me. Mi hanno fatto sentire persona al centro delle loro attenzioni e non paziente che deve sopportare quel che il caso richiede. Insomma bravi. Bravo il dott. Mauro Maglia, responsabile del Servizio di Endoscopia Digestiva, è bravo il coordinatore infermieristico, Pietro Vaccaro e l’infermiera di endoscopia, Valentina Labrosciano.

In questi casi viene spontaneo chiedersi perché c’è tanta differenza da struttura a struttura e perché le esperienze positive non vengano prese ad esempio e quindi imitate nella loro impostazione e funzionamento. Indubbiamente anche l’impegno e la competenza del personale ha il suo peso, ma mi pare che i corsi di aggiornamento e addestramento che si tengono periodicamente, dovrebbero colmare proprio questo tipo di differenziazione rendendo tutti idonei a far bene il loro lavoro.

C’è una cosa che però si potrebbe fare per andare ancor più incontro alle esigenze della comunità rendese e non solo rendese: bisognerebbe abbattere le liste d’attesa per fruire delle prestazioni specialistiche e poiché mi risulta che si era pensato di farlo ampliando gli orari d’apertura del poliambulatorio, mi domando perché non sia stato ancora fatto. Eppure non dovrebbe essere tanto complicato e nemmeno tanto costoso, senza contare che finalmente si porrebbe fine anche ad attese che durano mesi.

A buon intenditor..

 

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