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A cura di Giuseppe Giraldi

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IL TERREMOTO E GLI STRUZZI

Posted On Lunedì, 28 Ottobre 2019 17:37

di Giuseppe Giraldi

QUANDO QUALCUNO FINGE DI NON ACCORGERSI DI UNA EVIDENTE SITUAZIONE SGRADEVOLE O IGNORA UNA REALTÀ PROBLEMATICA, SPERANDO CHE LA SITUAZIONE SI RISOLVA DA SOLA, SI DICE CHE FA COME LO STRUZZO QUANDO METTE LA TESTA SOTTO LA SABBIA.

Noi siamo esseri umani, non siamo struzzi e non possiamo far finta di non accorgerci che siamo una terra ballerina che in questo periodo è soggetta a scosse di terremoto. La percezione varia da evento a evento. Ci sono stati sciami sismici in zona Parco del Pollino, nel Mar Tirreno al largo di Diamante e Scalea, nel Crotonese e in generale un po’ dappertutto in Calabria. Certo non possiamo dire se si tratti di eventi premonitori o di scosse di assestamento, ma sicuramente sappiamo che si tratta di eventi che si ripeteranno. Si può dire che siamo al centro di un’attività sismica che sino ad ora ci ha lambito marginalmente.

Questa esposizione al terremoto è sempre stata oggetto di considerazioni scaramantiche, per cui anche il solo parlarne diventa evocatorio di sciagure. Questo è un problema. Proprio perché è indispensabile parlarne e farne oggetto di concreta prevenzione e di preparazione delle strutture pubbliche e di volontariato, al fine di essere pronti in caso di necessità ed emergenza. Soprattutto dove insistono tantissimi Centri Storici di epoca sicuramente antecedente all’avvento delle costruzioni in cemento armato, il terremoto implica un maggior rischio a carico delle costruzioni antecedenti, gradualizzato in base all’epoca di costruzione degli edifici ricadenti nei perimetri degli antichi borghi di Calabria.

Edifici realizzati in pietra liscia, edifici realizzati in pietra squadrata, edifici realizzati in pietrame listato, edifici realizzati in mattoni pieni, edifici realizzati in mattoni forati, edifici realizzati con muratura di mattoni misti, edifici realizzati in struttura di cemento armato artigianale, edifici realizzati in struttura di cemento armato antisismica a norma di legge, edifici prefabbricati, ecc. Come si vede la casistica è piuttosto variegata e nei nostri Centri Storici sono presenti tutte queste tipologie che danno ognuna una risposta diversa alle sollecitazioni prodotte da un sisma e dalla sua intensità.

Non sto parlando da tecnico, ma da persona che, per quel poco di esperienza maturata nel tempo, ha imparato che, in termini di protezione civile, bisogna lavorare molto sulla preparazione dei cittadini ad affrontare le situazioni peggiori. Questo consente di guardare al futuro con positività, aggiornando i piani di protezione civile e attuando anche delle giornate di esercitazioni pratiche, con simulazioni che consentano di verificare il livello di efficienza degli eventuali soccorsi e degli eventuali interventi di messa in sicurezza delle strutture pubbliche presenti sul territorio oltre che degli edifici privati. Occorre che siano assicurate le comunicazioni e che tutti i cittadini siano a conoscenza delle vie di fuga e dei punti di soccorso,

Certo ci sono state altre cose da mettere a punto e credo che la macchina comunale della PROTEZIONE CIVILE che si sta approntando sotto la guida del Sindaco Marcello Manna e dell’Assessore Ziccarelli possa ben operare per la predisposizione di un piano di emergenza efficiente che veda la partecipazione di un Gruppo Locale di Volontari Civili che possa concretamente dare una mano in caso di bisogno.

Occorre anche agire per la messa in sicurezza di quegli edifici pubblici che richiedono degli interventi di manutenzione, soprattutto nel Centro Storico di Rende, dove gli immobili interessati, di proprietà comunale, vanno controllati uno per uno, in modo da assicurare che gli interventi necessari vengano eseguiti a tutela e salvaguardia del bene comune e dell’integrità fisica degli abitanti.

Giusto per citare un esempio, il campanile della chiesa matrice, di proprietà comunale, che ha mostrato recentemente qualche caduta di calcinacci dai cornicioni, va controllato accuratamente e vanno attuati subito gli interventi necessari, anche perché è un edificio in mattoni abbastanza stabile che abbisogna soltanto di un po’ di manutenzione e che sarebbe un peccato abbandonare a se stesso.

Ai cittadini è affidato il compito più gravoso: accertarsi che le loro abitazioni siano in condizioni ottimali e al riguardo si auspica che le strutture pubbliche di ogni livello possano, a chiamata, supportare i privati con la disponibilità ad eventuali verifiche strutturali.

Giusto per memoria, voglio ricordare che nel 1981, Sindaco Sandro Principe, il Comune di Rende nell’ambito delle azioni del programma di protezione civile, stampò e distribuì alle famiglie un opuscolo dal titolo: COME DIFENDERSI DAL TERREMOTO. Istruzioni pratiche per la famiglia.

Ecco, dopo quasi quarant’anni, per le mutate condizioni morfologiche del territorio, per le migliorate tecniche di soccorso, per la diversa viabilità, per la più sofisticata e moderna rete di comunicazioni, per i cambiamenti intervenuti in questo lasso di tempo nelle forme di organizzazione sociale e quant’altro, credo sia il momento di procedere ad un aggiornamento e quindi ad una ristampa di questo utile manuale per le famiglie.

A breve, sarà pubblicato sulla pagina Facebook di ARINTHANEWS l’opuscolo “COME DIFENDERSI DAL TERREMOTO. Istruzioni pratiche per la famiglia” edizione 1981.

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