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A cura di Giuseppe Giraldi

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DRAMMA DELLA GELOSIA

Posted On Mercoledì, 23 Ottobre 2019 08:01

di Giuseppe Giraldi 

L’ assassinio di Angelo Pino, che qualche giorno fa si sospettava potesse avere un movente passionale, si è rivelato un vero e proprio dramma della gelosia. Il delitto è avvenuto a Lamezia Terme. L’assassino ha confessato. Si tratta di Giuseppe Guadagnuolo, un uomo che ha lentamente macinato nella sua anima il proposito omicida. È stata una brutale e cinica vendetta per la relazione intrapresa da Angelo Pino con la sua ex moglie.

Erano giorni e giorni che Guadagnuolo sorvegliava i movimenti della sua ex, aggirandosi per la città come se nulla fosse, ma con lo scopo di controllare quel che accadeva tra i due. Nel frattempo il tarlo della gelosia rosicchia la sua lucidità fino al parossismo di un dolore che lo acceca e lo fa soffrire, nonostante sia separato da tempo da sua moglie.

Quando Guadagnuolo la vede arrivare in macchina con Angelo Pino, un ultimo attacco di gelosia lo porta al punto di decidere di sopprimere colui che l’ha sostituito tra le braccia della donna che ancora considera sua. Pino lascia la donna è ognuno dei due si allontana con la sua auto.

Il marito della donna insegue PINO e lo costringe a fermarsi in prossimità di una chiesa di Sambiase. Scende dalla sua auto, si avvicina all’auto di Pino e preda della gelosia morbosa e omicida, gli spara tre colpi di pistola a bruciapelo. La vittima non ha scampo. Guadagnuolo dopo aver ucciso forse ha un attimo di sconforto e si appoggia all’auto del morto, lasciando un’impronta che sarà rilevata dai carabinieri. Poi scappa via e strada facendo si libera dell’arma (una pistola “Beretta" cal.7.65 senza matricola) e dei vestiti che indossa.

Una telefonata con la figlia lo tradisce, i carabinieri lo braccano e arrivano a lui anche grazie alle telecamere disposte nella zona dove è avvenuto il contatto e poi l’inseguimento. Anche la moglie aveva da tempo segnalato alle forze dell’ordine che l’uomo la seguiva e sorvegliava. Condotto in caserma Guadagnolo confessa e accompagna i carabinieri sul luogo dove aveva buttato la pistola e bruciato i vestiti.

Ora dovrà essere giudicato per il delitto più grave che può essere compiuto da un essere umano: ha tolto la vita a un un altro essere umano; in più, se ha una coscienza, questa sarà la prima a condannarlo.

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